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Documento sull’Economia Circolare (estratto)

(di Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati)

Categoria: Sviluppo sostenibile

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni – L’anello mancante – Piano d’azione dell’Unione europea per l’economia circolare. (COM(2015) 614 finale allegato.

 

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

Seduta del 20 dicembre 2016

 

L’VIII Commissione,

esprime

UNA VALUTAZIONE POSITIVA

con le seguenti osservazioni:

 

  1. a) si valuti l’opportunità di prevedere, ai fini dell’attuazione in termini concreti del Piano d’azione, la definizione e l’implementazione di un complesso di azioni e interventi coordinati che rispondano ad una logica organica e non si contraddicano, anche allo scopo di massimizzare i risultati conseguibili con le risorse che risulteranno disponibili. A tal fine, sarebbe necessario definire un quadro coerente di misure puntuali, secondo una scansione temporale chiara, che agiscano nella medesima direzione e che consentano di tradurre in termini realistici gli ambiziosi obiettivi delineati dalla Commissione europea;
  2. b) andrebbe considerata la necessità di orientare gli strumenti e le politiche europei sulla base dei criteri e degli obiettivi prioritari, utilizzando tutte le risorse che si possono liberare per lo sviluppo dell’economia circolare, eventualmente rimettendo in discussione incentivi e agevolazioni attualmente esistenti che non risultino coerenti con gli indirizzi generali del Piano d’azione;
  3. c) andrebbe attivato un sistema di monitoraggio, sia a livello europeo sia a livello nazionale, che misuri i risultati ottenuti e i progressi conseguiti nonché l’efficacia delle politiche messe in atto anche al fine di adottare, se del caso, le opportune misure correttive;
  4. d) andrebbe previsto in parallelo un piano europeo della formazione per sviluppare le competenze necessarie alla crescita dell’economia circolare e rafforzare il capitale umano, migliorare le conoscenze per l’individuazione e l’adozione di tecnologie avanzate «di frontiera» e per il ricorso a processi produttivi particolarmente evoluti e suscettibili di assicurare un elevato valore aggiunto, in modo da cogliere le opportunità che si offrono per creare una nuova occupazione di qualità;
  5. e) andrebbe valutata l’opportunità di intervenire sul terreno dell’informazione alla generalità dei cittadini oltre che delle imprese, per indurre il cambiamento delle consuetudini e dei comportamenti e la consapevolezza dei vantaggi e delle potenzialità delle politiche proposte;
  6. f) accanto alla previsione di incentivi, in forma di agevolazioni e finanziamenti, andrebbe ridefinito il sistema sanzionatorio rendendolo più efficace per punire comportamenti incoerenti con gli obiettivi indicati;
  7. g) andrebbero utilizzati gli strumenti di programmazione di carattere generale e la leva fiscale per guidare l’attuazione e la promozione dell’economia circolare, in particolare prevedendo che gli obiettivi indicati rientrino sistematicamente nei Piani nazionali di riforma nell’ambito del ciclo annuale di bilancio;
  8. h) andrebbero individuate misure destinate specificamente alle PMI per consentire loro di sfruttare appieno le opportunità che si apriranno nello spazio dell’economia circolare, con particolare riguardo all’accesso al credito;
  9. i) andrebbero previste misure di trasparenza, cogliendo tutte le opportunità offerte dal green public procurement (GPP), inserendo sistematicamente, negli appalti della pubblica amministrazione, precisi criteri ambientali accanto ai criteri economici, riducendo altresì l’importo delle garanzie richieste per gli operatori economici in possesso di specifiche qualificazioni ambientali e assicurando la preferenza nella partecipazione agli appalti alle imprese in possesso di certificazioni ISO o EMAS;
  10. j) andrebbe promossa e finanziata la progettazione di prodotti di lunga durata, facilmente riparabili, riusabili e riciclabili, penalizzando il ricorso a prodotti di rapida obsolescenza;
  11. k) andrebbero previste cospicue misure di sostegno alla ricerca e alla ecoinnovazione al fine di sviluppare tecnologie del riciclo, ad esempio nel settore della plastica puntando su materiali e polimeri compostabili (cellulosa, PLA, materbi e altri derivati di amido) da avviare a riciclo assieme alla frazione organica, investendo maggiormente nella ricerca nel campo dell’utilizzo di CO2 quale materia prima chimica, al fine di offrire ulteriori opportunità per chiudere il ciclo del carbonio.
  12. l) si valuti l’opportunità di fissare target più ambiziosi in relazione al riciclo dei rifiuti urbani, degli imballaggi e per quel che concerne la riduzione dei conferimenti in discarica;
  13. m) si valuti l’opportunità di introdurre una definizione unica di rifiuto urbano e si adotti un metodo di calcolo delle quantità avviate a riciclo, unico ed armonizzato per tutti gli Stati membri dell’Unione, valutando l’opportunità di fissare un unico punto di misurazione come «l’input nel processo finale di riciclo»;
  14. n) si valuti l’opportunità, con scadenze ravvicinate, di opportuni target di riciclo per i rifiuti prodotti da attività commerciali ed industriali;
  15. o) si valuti l’opportunità di un pieno sostegno allo sviluppo della raccolta differenziata di qualità quale base per raggiungere obiettivi ambiziosi di riciclo e preparazione al riutilizzo; si valuti pertanto l’opportunità di eliminare la limitazione per cui i sistemi di raccolta differenziata debbano realizzarsi solo laddove sia «tecnicamente, economicamente ed ambientalmente praticabile» introducendo eventuali deroghe solo per le aree scarsamente popolate.

 

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