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Novità in tema di emissioni in atmosfera con il D.lgs. 102/2020

(di Leonardo Benedusi)

Categoria: Aria

Il 28 agosto 2020 entrerà in vigore il D.Lgs. 30.7.2020 n. 102. Esso non contiene solo disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 183/2017, ma prevede anche nuovi adempimenti per i gestori.
 

Il decreto contribuisce a migliorare il quadro normativo di cui alla parte quinta del D.Lgs. 152/06, prevedendo procedure per le variazioni di titolarità, correggendo alcuni refusi, colmando lacune create dal D.Lgs. 183/2017 ed agendo sul sistema sanzionatorio dell’art. 279 del D.Lgs. 152/2006.
 

Tra le novità più rilevanti se ne segnalano alcune che incideranno in modo significativo sugli adempimenti richiesti ai gestori.
 

Innanzitutto, preme sottolineare che, con il nuovo comma 10-bis aggiunto all’art. 281 del D.Lgs. 152/2006, viene definito un periodo transitorio per gli impianti che, per effetto dell’entrata in vigore del D.Lgs. 183/2017, non presentano più le caratteristiche per usufruire della deroga di cui al comma 1 dell’art. 272 del D.Lgs. 152/06. Si ricorda, al proposito, che il D.Lgs. 183/2017 ha ridotto le soglie di potenza degli impianti di combustione elencati nella parte I dell’allegato IV alla parte quinta del D.Lgs. 152/2006 assoggettando di fatto ad autorizzazione gli stabilimenti aventi impianti con potenza superiore alle nuove soglie, senza, però, fissare la data entro cui avrebbe dovuto avvenire l’adeguamento. Il D.Lgs. 102/2020 stabilisce che a tali impianti si applicano le tempistiche previste dall’art. 273-bis per i medi impianti di combustione con potenza termica non superiore a 5 MWt, il che significa che la domanda di autorizzazione va presentata non oltre il 31.12.2027.
 

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Un’altra importante lacuna colmata dal D.Lgs. 102/2020 riguarda le prescrizioni inerenti il rendimento di combustione stabilite dall’art. 294 del D.Lgs. 152/2006, disposizioni che, peraltro, subiscono una ulteriore modifica. La tempistica di adeguamento è contenuta nelle norme transitorie e finali di cui all’art. 3 del D.Lgs. 102/2020: gli impianti in esercizio al 19.12.2017, data di entrata in vigore del D.Lgs. 183/2017, devono adeguarsi in occasione del primo rinnovo dell’autorizzazione se rientranti nel titolo I della parte quinta del D.Lgs. 152/2006, oppure entro il 1.1.2025 se soggetti al titolo II della medesima parte quinta.
 

Per quanto attiene aspetti di rilevanza prettamente ambientale, il D.Lgs. 102/2020, introducendo il comma 7-bis all’art. 271 del D.Lgs. 152/2006, pone una particolare attenzione alla qualità delle emissioni, prevedendo la sostituzione delle sostanze classificate come cancerogene o tossiche per la riproduzione o mutagene, delle sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevata e delle sostanze classificate estremamente preoccupanti dal Reg. (CE) 1907/2006.
 

La sostituzione avverrà non appena tecnicamente ed economicamente possibile. I gestori sono tenuti a trasmettere ogni cinque anni a decorrere dal rilascio o dal rinnovo delle autorizzazioni una specifica relazione all’autorità competente analizzando la fattibilità della sostituzione delle “sostanze” interessate.
 

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Per gli stabilimenti e le installazioni esistenti alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 102/2020 in cui sono utilizzate nei cicli produttivi “le sostanze o le miscele” previste dal comma 7-bis dell’art. 271 la prima relazione va inviata entro un anno dall’entrata in vigore del decreto (comma 7 dell’art. 3 del D.Lgs. 102/2020).
 

Si noti che il riferimento alle installazioni rende applicabili le disposizioni anche alle attività soggette ad AIA.
 

È importante che i gestori prestino particolare attenzione alle emissioni delle sostanze interessate ed alle materie prime da cui esse derivano, nonché alla eventuale variazione di classificazione. Il cambiamento di classificazione delle “sostanze o miscele” comporta la necessità che entro tre anni dalla variazione sia presentata una domanda di autorizzazione per l’adeguamento alle nuove disposizioni.
 

La prima domanda di autorizzazione per gli stabilimenti e le istallazioni in esercizio alla data in entrata in vigore del D.Lgs. 102/2020 deve essere, comunque, presentata dai gestori interessati entro il 1.1.2025.
 

Al di là di talune discrepanze lessicali (“sostanze”, oppure “sostanze o miscele”), la ratio che si desume quella di limitare il più possibile e, soprattutto, a monte, l’emissione di sostanze pericolose per la salute. Saranno le autorizzazioni a declinare, caso per caso, la fattibilità ed i tempi di adeguamento i quali non possono essere superiore a quattro anni dalla data di rilascio delle autorizzazioni stesse.
 

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Questa maggior attenzione alle sostanze più pericolose per la salute comporta anche la variazione dei requisiti per l’adesione alle autorizzazioni generali, di cui all’art. 272 del D.Lgs. 152/2006. Se da una lato viene ampliata la possibilità di aderire alle autorizzazioni di carattere generale limitando il divieto di utilizzo delle sostanze o miscele indicate dal comma 4 dell’art. 272 solo ai “cicli produttivi da cui originano le emissioni”, dall’altro si estende il divieto di ricorso ad autorizzazioni generali anche all’impiego di sostanze o miscele “classificate estremamente preoccupanti”.
 

Conseguentemente, sono previsti nuovi tempi di adeguamento per impianti ed attività esistenti ed autorizzati ex art. 272: te anni dall’entrata in vigore del D.Lgs. 102/2020.
 

Le posizioni espresse nel presente articolo sono espresse a titolo personale e non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale dell’ente di appartenenza.

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