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Il SISTRI parte in ottobre solo per i gestori dei rifiuti pericolosi

(di Stefano Maglia, Miriam Viviana Balossi)

Categoria: Rifiuti

Il DL 31 agosto 2013, n. 101, recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”, noto anche come “pacchetto sulla P.A.” o “decreto sul lavoro pubblico”, pubblicato sulla GU del 31 agosto, è in vigore dall’1 settembre 2013.
Il dichiarato obiettivo di razionalizzazione tocca anche il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) che, come espressamente dichiarato dal Ministro dell’Ambiente, sarà molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi. Le semplificazioni sono finalizzate anche ad assicurare la riduzione dei costi di esercizio del sistema e verranno stabilite periodicamente con decreto del ministro dell’Ambiente.
L’art. 11 della bozza di D.L. apporta modifiche agli artt. 188-bis e 188-ter del D.L.vo 152/06, per effetto delle quali il sistema viene così rivoluzionato:

–       1 ottobre 2013: termine iniziale di operatività per i trasportatori professionali, gli intermediari e i gestori di impianti di recupero e di smaltimento limitatamente ai rifiuti pericolosi;

–       3 marzo 2014: termine iniziale di operatività per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi (per consentire ulteriori semplificazioni, con possibilità di proroga di altri sei mesi se a tale data le semplificazioni non saranno operative), nonché per i comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania (in questo caso il differimento temporale è dovuto all’esigenza di dotarsi di una tracciatura estesa non solo ai rifiuti pericolosi ma anche a quelli urbani).
L’avvio scaglionato del sistema era già stato ipotizzato in passato, ma questa volta rischia di produrre un effetto paradossale: i produttori continueranno ad utilizzare formulari e registri cartacei, mentre il sistema telematico utilizzato dai trasportatori e dagli impianti di trattamento riceverà i dati relativi ai rifiuti prima ancora che il carico sia stato trasportato[1].
Ci sono altre criticità: innanzitutto, si segnala che trattandosi di un Decreto Legge è necessaria la successiva conversione in Legge. E questo costituisce un doppio rischio: da un lato potrebbero intervenire delle modifiche in corso di conversione, dall’altro il termine ultimo per la suddetta conversione potrebbe scadere dopo il programmato avvio al 1 ottobre p.v. Quindi, c’è la possibilità che la partenza del SISTRI avvenga prima che il D.L. sia convertito in Legge, ma con i contenuti di un provvedimento che non è ancora legge dello Stato.
A ciò si aggiunge l’attesa di un Decreto Ministeriale che individui le ulteriori categorie di soggetti tenuti ad aderire.
Inoltre, questa limitazione ai soli “rifiuti pericolosi” presuppone una chiarezza identificatoria dei medesimi che attualmente non c’è: basti solo pensare a tutte le difficoltà interpretative relative alla categoria degli “ecotossici” e a quelle riguardo i problemi inerenti al tema dei “PH estremi”. A tutto ciò poi si aggiunge l’imminente ipotizzata riforma dell’intero CER, come prevista nei prossimi mesi (settimane?) da parte della stessa CE.
Per concludere, si segnala che l’art. 11 della bozza non modifica l’art. 260-bis in merito alle sanzioni, ma precisa che limitatamente ad alcune tipologie di violazioni (omessa o inesatta compilazione del registro cronologico o della scheda SISTRI – AREA MOVIMENTAZIONE; inadempimenti ad ulteriori obblighi incombenti ai sensi del sistema; trasporto senza copia cartacea della scheda SISTRI – AREA MOVIMENTAZIONE e, se necessario, della copia del certificato analitico),e solo per i primi sei mesi di operatività del sistema, le sanzioni sono irrogate nel caso di più di tre violazioni nel suddetto arco temporale: quindi, è ammessa la possibilità che ci siano errori nella trascrizione delle informazioni, ma qualora si ripetano scatta la sanzione.
Si segnala, da ultimo, che il ministro dell’Ambiente ha convocato per il 3 settembre p.v. un tavolo di consultazione delle organizzazioni interessate dal SISTRI per illustrare le recenti innovazioni normative. L’obiettivo dell’incontro è quello di illustrare le novità del decreto per l’individuazione delle categorie di soggetti che sono tenuti ad aderire al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, per l’avvio del percorso di semplificazione e ridefinizione del sistema di tracciabilità e per definire i criteri di composizione del nuovo tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione.

 

Si segnalano in argomento i corsi di TuttoAmbiente di

MILANO (19 settembre) e ROMA (27 settembre)


[1] Così P. PIPERE, Il Sistri solo per i rifiuti pericolosi, in Il Sole 24 Ore del 28 agosto 2013.

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