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Le novità estive in materia ambientale

(di Silvia Bettineschi)

Categoria: Generalità

Il mese di agosto 2016 non può dirsi foriero di importanti innovazioni normative nazionali in materia ambientale, disattendendo una tendenza in voga da alcuni anni a questa parte nel nostro Paese.
Il Legislatore si è sì adoperato, ma su temi di importanza secondaria rispetto a quelli per i quali ci si aspettava un intervento più urgente.
In questa sede ci si limiterà, pertanto, a titolo riassuntivo, a passare in rassegna le ultime pubblicazioni in Gazzetta Ufficiale in materia ambientale.
Si segnala innanzitutto la Legge 28 luglio 2016, n. 154 (Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale). Si tratta del c.d. Collegato Agricoltura, in vigore dal 25 agosto 2016, di cui rileva dare notizia (oltre che per l’art. 10, riguardante il contributo al Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali usati; l’art. 11, relativo all’iscrizione ai consorzi e ai sistemi per la raccolta dei rifiuti previsti dal D.Lgs. 152/2006; l’art. 12, in tema di esercizio dell’attività di manutenzione del verde; l’art. 22, inerente allo sviluppo dei prodotti provenienti da filiera corta, dell’agricoltura biologica o comunque a ridotto impatto ambientale) per l’art. 41, che apporta una modifica all’art. 185 del D.Lgs. 152/2006, in materia di esclusione dalla gestione dei rifiuti. Nello specifico viene sostituita la lettera f), che ci dice quando sfalci e potature possono essere considerati “non rifiuti”, generando, tuttavia, più confusione che chiarezza.
Dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali giunge la Delibera n. 4 del 13 luglio 2016, che fa seguito alla n. 3 del 13 luglio 2016, con la quale venivano forniti chiarimenti in merito ai criteri, ai requisiti e alle modalità per l’iscrizione nella categoria 6 (imprese che effettuano  il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti di cui all’art. 194, comma 3, del D.Lgs. 152/2006). Il documento riporta il modulo di domanda di variazione della medesima iscrizione e il modello di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (ai sensi dell’art. 18, comma 2, del D.M. 3 giugno 2014, n. 120) nonché il modello di accettazione della stessa dichiarazione.
Dal Ministro delle politiche agricole e alimentari e forestali l’emanazione del D.M. 28 giugno 2016 in materia di fertilizzanti, in vigore dal 13 agosto 2016, apporta modifiche al D.Lgs. 29 aprile 2010, n. 75, recante “Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell’articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88”, in particolare agli Allegati 1, 2, 3, e 6 (definizioni, descrizioni e classificazioni di concimi nazionali, ammendanti, correttivi e prodotti correlati) e all’Allegato 7 (limiti di tolleranza).
Quanto al tema dei RAEE, fa seguito alle numerose norme il D.M. 25 luglio 2016 che contiene la previsione di provvedimenti diretti ad attribuire contributi economici a soggetti pubblici e privati per il finanziamento di interventi di sviluppo di nuove tecnologie di recupero, di riciclaggio e di trattamento, in armonia con quanto già espresso a livello europeo dalla Direttiva 2012/19/UE e che si pone quale attuazione dell’art. 19 , comma 10, del D.Lgs. 49 del 2014.
Nessuna novità particolare in materia di SISTRI. Con D.M. 12 luglio 2016 il Ministro dell’Ambiente ha provveduto a nominare il Presidente del Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione del SISTRI, costituito con D.M. 1 luglio 2016 ai sensi dell’art. 11, comma 13, D.L. n. 101/2013.
Sempre nell’ambito della disciplina rifiuti, con il D.M. 29 luglio 2016, il Ministro dell’Ambiente, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico ha decretato l’approvazione dello schema tipo dello Statuto del Consorzio che, costituito ai sensi dell’art. 234 del D.Lgs. 152/2006, ha lo scopo di razionalizzare, organizzare e gestire la raccolta e il trattamento dei rifiuti di beni in polietilene destinati allo  smaltimento,  rispettando gli obiettivi di riciclaggio definiti ogni  due  anni dalle medesime istituzioni politiche.
In merito alla delicata ed attuale questione della sicurezza sul lavoro, l’Italia si adegua all’orientamento europeo con previsioni più rigorose mediante il D.Lgs. 1 agosto 2016, n. 159, in vigore dal 2 settembre 2016, che si pone quale attuazione della Direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici). A tal fine vengono apportate modifiche al Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81), in particolare al Capo IV, recante “Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici”, i cui articoli (206-212) vengono interamente sostituiti e nel quale viene aggiunto l’art. 210bis relativo all’informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Rileva altresì la modifica dell’art. 219 relativo alle sanzioni previste in capo al datore di lavoro e al dirigente nonché la sostituzione dell’intero Allegato XXXVI che riporta le grandezze fisiche concernenti l’esposizione ai campi elettromagnetici.
Infine, in ambito energetico, si segnala il Comunicato proveniente dal Ministero dello Sviluppo Economico con cui si rende noto che sul sito web http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/cittadino-e-consumatori/qualita-di-prodotti-e-servizi/aiuto-ed-emissioni-co2 è stata pubblicata la guida annuale (e il relativo decreto di approvazione – 14 luglio 2016) per il risparmio di carburante  e  le emissioni di CO2, ai sensi dell’art. 4 D.P.R. 17 febbraio 2003, n. 84,  riguardante  il  regolamento  di attuazione della direttiva 1999/94/CE concernente  la disponibilità di informazioni sul risparmio di carburante e sulle emissioni  di  CO2 da fornire ai consumatori per quanto riguarda la  commercializzazione di autovetture nuove, nonché il D.M. 4 agosto 2016 con il quale il Ministro dello sviluppo economico definisce le condizioni e le modalità per il riconoscimento di una maggiore valorizzazione dell’energia di cogenerazione ad alto rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento (19 agosto 2016), il Gse (Gestore servizi energetici) è chiamato a pubblicare le procedure applicative atte a precisare le modalità operative per l’accesso alle maggiorazioni previste.

Il punto della situazione su questi ed altri più importanti aspetti normativi in materia ambientale ai prossimi eventi formativi programmati da TuttoAmbiente.

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