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L’omologa rifiuto: cos’è e che valore ha?

(di Alessandra Corru')

Categoria: Rifiuti

 

Omologare significa letteralmente riconoscere omologo, cioè corrispondente, conforme a una legge, a un regolamento, a norme o disposizioni determinate; quindi approvare, attribuire efficacia a qualcosa dopo avere accertato che esso sia rispondente alle condizioni stabilite dalla legge.

In materia di rifiuti, sempre più spesso, si sente parlare di “procedura di omologa” e di “scheda di omologa del rifiuto”.

Vediamo di capire cos’è la scheda di omologa del rifiuto, che valore ha e se integra oppure può sostituire le analisi chimico-fisiche che talvolta è necessario effettuare sul rifiuto per procedere all’attribuzione della pertinente o delle pertinenti classi di pericolo e classificarlo come pericoloso o non pericoloso in caso di voci a specchio.

A livello giuridico-normativo manca qualsivoglia riferimento alla “scheda di omologa del rifiuto”. Tuttavia, è divenuta una prassi ormai consolidata che tutti i rifiuti in ingresso (pericolosi e non pericolosi) in un impianto siano sottoposti alla cosiddetta “procedura di omologa”.

La procedura di omologa prevede la verifica di corrispondenza delle caratteristiche del rifiuto in accettazione con quelle fornite in fase di programmazione del conferimento tramite apposita documentazione redatta dal produttore/detentore del rifiuto.

A tal proposito, il Gestore dell’impianto predispone una scheda descrittiva del rifiuto (“scheda di omologa” o “scheda di caratterizzazione di base del rifiuto”), che deve essere compilata in ogni sua parte dal produttore/detentore del rifiuto. Se richiesto dovrà inoltre essere affiancata da un certificato di analisi redatto secondo la normativa vigente e da eventuale ulteriore documentazione (es. scheda tecnica del materiale costituente il rifiuto, scheda di sicurezza, etc.).

Questa operazione garantisce che per ogni rifiuto conferito si abbia una preventiva conoscenza completa con riferimento, a titolo esemplificativo, ai seguenti aspetti:

– fonte ed origine dei rifiuti;

– informazioni circa il processo che ha prodotto i rifiuti (descrizione e caratteristiche delle materie prime e dei prodotti);

– trattamenti subiti dal rifiuto;

– aspetto dei rifiuti (odore, colore, morfologia);

– CER

– classi di pericolo

– categoria di discarica alla quale i rifiuti sono ammissibili;

– metodiche di campionamento impiegate per il prelievo dei campioni di rifiuto;

– quantità di rifiuto accumulata;

– periodo previsto per il conferimento;

– frequenza e quantità presunta di conferimento;

– modalità di confezionamento.

Vien da sé che la scheda di omologa, nei casi in cui esista l’obbligo di analisi chimico-fisiche per il conferimento dei rifiuti a soggetti terzi (ossia, conferimento in discarica e recupero in forma semplificata), non possa sostituire le analisi, poiché trattasi di un mero documento di prassi con il quale viene verificata l’ammissibilità del rifiuto con i parametri autorizzativi dell’impianto di destino.

Al termine di questo controllo preventivo, si consegue l’omologazione del rifiuto, ossia la dichiarazione della sua accettabilità in impianto.

Nel caso in cui invece emergano incongruenze nelle caratteristiche analitiche fornite dal produttore/detentore o inadempienze ai requisiti gestionali presso l’impianto di destino, si interrompe la procedura di omologazione, respingendo il conferimento del rifiuto.

All’atto del ricevimento dei rifiuti in impianto, le procedure di verifica in ingresso potrebbero prevedere, in alcuni casi, l’effettuazione di prelievi di rifiuto per accertare la conformità della partita in ingresso (tramite analisi di laboratorio) con la tipologia preventivamente omologata, in altri casi, un’ispezione visiva del carico.

Una volta accertata la conformità, il rifiuto viene accettato nell’impianto e la responsabilità in capo al produttore/detentore di quanto accade successivamente al rifiuto dopo il suo conferimento cessa con la ricezione della quarta copia del formulario di trasporto, controfirmato e datato in arrivo dal destinatario.

 

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