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MES o no MES?

(di Massimo Medugno)

Categoria: Generalità

MES sta per Market Economy Status. Mi direte cosa c’entra con l’ambiente?  Non è meglio scrivere e parlare di quello che ci sarà la prossima settimana a Ecomondo? Certo, ma il MES ha a che fare un po’ anche con Ecomondo. Anzi a parere di chi scrive c’entra moltissimo.
E proverò a spiegarlo in breve.
Dietro la sigla MES si cela (per così dire) la questione del riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina da parte del WTO (organizzazione mondiale dl commercio). Ciò avrebbe la conseguenza pratica che sarebbe molto più difficile imporre dazi a livello UE in caso di concorrenza sleale per le merci provenienti da questo grande paese asiatico.
Ma come si parla ancora di dazi? Non siamo in un’economia mondiale? Certo.
Peccato che però le regole non siano uguali per tutti e che in Cina siano abbastanza diverse dalle nostre, soprattutto in materia ambientale. Ecco, quindi, il collegamento.
La questione del “dumping ambientale” spesso è abbastanza evidente. Citiamo il caso dei rifiuti (quelli che sono esportati e recuperati all’estero lo sono con regole diverse e meno restrittive di quelle europee), quello del Reach (in cui il controllo di ciò che è extra UE non è possibile), quello della Duty Diligence che riguarda il legno e le cellulose (ma non i prodotti finiti, quelli stampati per intenderci che sono importati da aree extra UE).
Se poi andiamo al di là della materia ambientale ci rendiamo conto che meccanismi come quelli degli aiuti di stato (in Europa abbiamo una disciplina ad hoc sugli aiuti di stato in materia di ambiente ed energia)  sono dei perfetti sconosciuti a Pechino.
Certo ci sono vari e diversi momenti storici, cicli e ricorsi, ma se l’Europa vuole fare l’Europa in materia ambientale (e quindi di politica industriale) deve essere coerente ed avere uno strumento per difendere le proprie imprese e il proprio sistema sociale.
Certo la concessione del MES non dipende solo dall’Europa e verrà discusso in sede WTO con gli USA, ma l’Europa può (e deve) fare molto. Peccato che paesi europeisti e non (Germania, Francia e la Gran Bretagna) non siano molto “caldi” e che ancora una volta sia l’Italia si stia battendo per evitare la concessione del MES.
Peccato che si parli molto del Trattato Transatlantico sul Commercio con gli USA (che indebolirebbe gli standard europei vigenti in molte aree) e si parli poco del MES e che la sua concessione da parte del WTO (supportata dalle UE) avrebbe sicuramente un effetto peggiore.
Ora tutti a Ecomondo. Con un pensiero in più.

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