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Plastica monouso: nuove norme UE per ridurre i rifiuti marini

(di Maria Adele Cerizza)

Categoria: Europa

Il quantitativo dei rifiuti di plastica nell’ambiente marino e oceanico è in aumento, a discapito degli ecosistemi, della biodiversità nonché, potenzialmente, della salute umana, ed è causa di diffuse preoccupazioni. Allo stesso tempo, materiale prezioso che potrebbe essere reintrodotto nell’economia va sprecato una volta disperso nell’ambiente. La plastica costituisce l’80-85% del totale dei rifiuti marini, in base ai conteggi degli oggetti rinvenuti sulle spiagge.

 

Di fronte al costante aumento dei rifiuti di plastica negli oceani e nei mari e ai danni che ne conseguono, la Commissione europea propone nuove norme per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati. Lo scorso 28 maggio è stata presentata una proposta di direttiva sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente (COM 340 -2018 def). L’iniziativa è incentrata sul contributo europeo alla macroplastica nell’ambiente marino. Essa integra le altre politiche europee in materia di rifiuti marini, come le leggi quadro dell’UE in materia di rifiuti, acque reflue e ambiente marino nonché la legislazione dell’UE relativa agli impianti portuali di raccolta.

 

Le nuove regole sono proporzionate e concepite per ottenere i migliori risultati, vale a dire non a tutti i prodotti si applicheranno le stesse misure: saranno messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative, mentre si limiterà l’uso di quelli di cui non esistono valide alternative riducendone il consumo a livello nazionale; i produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti. Con queste nuove norme l’Europa è la prima a intervenire incisivamente su un fronte che ha implicazioni mondiali.

 

Le imprese ci guadagneranno in competitività: una normativa unica per l’intero mercato dell’UE offre alle imprese europee un trampolino per sviluppare economie di scala e rafforzare la competitività nel mercato mondiale in piena espansione dei prodotti sostenibili: con i sistemi di riutilizzo (come quelli di cauzione-rimborso) le imprese potranno contare su un approvvigionamento stabile di materiali di alta qualità; in altri casi, mosse dall’incentivo a ricercare soluzioni più sostenibili, potranno conquistare un vantaggio tecnologico sui loro concorrenti internazionali.

 

Le nuove regole introdurranno, in primo luogo, il divieto di commercializzare determinati prodotti di plastica – dove esistono alternative facilmente disponibili ed economicamente accessibili, i prodotti di plastica monouso saranno esclusi dal mercato. Il divieto si applicherà a bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, tutti prodotti che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. I contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore.

Potranno essere fissati obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente.

 

In secondo luogo, saranno introdotti obblighi per i produttori, i quali contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione per i seguenti prodotti: contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (ad esempio, per patatine e dolciumi), contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro (come i mozziconi di sigaretta), salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. Sono anche previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti.

La proposta di direttiva prevede inoltre obiettivi di raccolta. Entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ad esempio, introducendo sistemi di cauzione-deposito; nonché prescrizioni di etichettatura e alcuni prodotti dovranno avere un’etichetta chiara e standardizzata che indica come devono essere smaltiti, il loro impatto negativo sull’ambiente e la presenza di plastica. Questa prescrizione si applica agli assorbenti igienici, alle salviette umidificate e ai palloncini. Infine sono previste misure di sensibilizzazione: gli Stati membri dovranno sensibilizzare i consumatori all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti e degli attrezzi da pesca in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti.

 

Per quanto riguarda gli attrezzi da pesca, che rappresentano il 27% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge, la Commissione punta a completare il quadro normativo vigente introducendo regimi di responsabilità del produttore per gli attrezzi da pesca contenenti plastica: i fabbricanti dovranno coprire i costi della raccolta quando questi articoli sono dismessi e conferiti agli impianti portuali di raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento; dovranno anche coprire i costi delle misure di sensibilizzazione. Per i dettagli delle nuove norme sugli attrezzi da pesca si veda qui.

 

Le proposte della Commissione passeranno ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. La Commissione esorta le altre istituzioni a trattarle in via prioritaria e a dare ai cittadini europei risultati tangibili prima delle elezioni di maggio 2019.

Appare importante sottolineare che la direttiva presentata lo scorso 28 maggio poggia su norme esistenti, come la direttiva quadro sulla strategia marina e le direttive sui rifiuti, e va a integrare altre misure adottate per contrastare l’inquinamento dei mari, come la direttiva sugli impianti portuali di raccolta, e le proposte di restrizioni della microplastica e della plastica oxodegradabile. L’approccio seguito ricalca quello, rivelatosi vincente, della direttiva del 2015 sulle borse di plastica: accolta con favore, la direttiva ha di fatto cambiato rapidamente il comportamento dei consumatori.

 

Grazie alla direttiva proposta si trarranno benefici ambientali ed economici, ad esempio:

*si eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente;

*si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di EUR entro il 2030;

*si genereranno risparmi per i consumatori dell’ordine di 6,5 miliardi di EUR.

 

 

La seguente tabella riporta una breve panoramica degli articoli di plastica monouso, degli attrezzi da pesca e delle misure previste nella proposta della Commissione.

  Riduzione del consumo Restrizione di mercato Prescrizione sulla progettazione dei prodotti Requisiti di marcatura Responsabilità estesa del produttore Obiettivo di raccolta differenziata Misure di sensibilizzazione
Contenitori per alimenti X       X   X
Tazze per bevande X       X   X
Bastoncini cotonati   X          
Posate, piatti, mescolatori, cannucce   X          
Aste per palloncini

Palloncini

  X          
        X X   X
Pacchetti e involucri         X   X
Contenitori per bevande, relativi tappi e coperchi

– Bottiglie per bevande

    X   X   X
      X   X X X
Filtri di prodotti del tabacco         X   X
Articoli sanitari:

– Salviettine umidificate

– Assorbenti igienici

      X X   X
        X     X
Sacchetti di plastica in materiale leggero         X   X
Attrezzi da pesca         X   X

 

 Piacenza, 11.06.2018

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