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Quali sono le novità introdotte dal D.L.vo 205/10 in materia di raccolta differenziata?

(di Stefano Maglia)

Categoria: Rifiuti

Prima dell’entrata in vigore del D.L.vo 205/10 la raccolta differenziata era definita “la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida è raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati”.
Per effetto delle modifiche apportate all’art. 183 TUA dal citato decreto, la raccolta differenziata è “la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico”.
Il venir meno, rispetto alla precedente dicitura, del riferimento ai rifiuti urbani rende la definizione attuale molto più vicina al concetto espresso dalle direttive comunitarie in materia, ed implica la necessità di rivedere anche tutte le disposizioni, segnatamente le deliberazioni dell’Albo nazionale gestori ambientali, che avevano ritenuto che tale concetto trovasse applicazione solo nell’ambito della gestione di rifiuti urbani, con la conseguenza di ritenere che anche in sede di attribuzione del Codice identificativo del rifiuto, desunto dal Catalogo Europeo dei Rifiuti, i codici dal capitolo 20 fossero utilizzabili solo per identificare i rifiuti urbani raccolti dal Comune dal concessionario del servizio pubblico.

 

*Tratto da “La gestione dei rifiuti dalla A alla Z, III ed – 350 problemi, 350 soluzioni“, Stefano Maglia, 2012.

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