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Quando la società consortile deve iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali?

(di Stefano Maglia)

Categoria: Rifiuti

I soggetti obbligati all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali sono individuati dal disposto dell’art. 212 del D.L.vo 152/06.
A ben guardare, l’art. 212, c. 5 non individua espressamente i soggetti tenuti ad iscriversi, bensì le attività per lo svolgimento delle quali è richiesta l’iscrizione all’Albo:
L’iscrizione all’Albo è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio ed intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi”.
Gli unici soggetti espressamente citati, in quanto esonerati dall’obbligo di iscrizione sono – sostanzialmente – i consorzi di filiera:
Sono esonerati dall’obbligo di cui al presente comma le organizzazioni di cui agli articoli 221, comma 3, lettere a) e c), 223, 224, 228, 233, 234, 235 e 236, al decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, e al decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, limitatamente all’attività di intermediazione e commercio senza detenzione di rifiuti oggetto previste nei citati articoli”.
Un regime particolare d’iscrizione è, invece, previsto per ulteriori soggetti di cui al c. 5:
Per le aziende speciali, i consorzi di comuni e le società di gestione dei servizi pubblici di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l’iscrizione all’Albo è effettuata con apposita comunicazione del comune o del consorzio di comuni alla sezione regionale territorialmente competente ed è valida per i servizi di gestione dei rifiuti urbani prodotti nei medesimi comuni”.
Alcune indicazioni in merito alla specifica categoria delle società consortili si rinvengono nelle Circolari dell’Albo n. 578/2013, n. 5727/2001 e 5130/1999. In particolare, viene espressamente citato il caso di “consorzi o di cooperative costituiti allo scopo di assumere l’esecuzione di opere, stipulare contratti d’appalto, partecipare a gare in nome proprio ma esclusivamente per conto dei soggetti consorziati e che quindi non svolgono mai attività imprenditoriale propria, restando questa a carico esclusivo delle imprese associate …”. Per tali soggetti, posta la necessità dell’iscrizione all’Albo, occorre riferire la “disponibilità dei mezzi” alla “disponibilità che dei medesimi abbiano le singole imprese le quali, a loro volta, debbono essere iscritte all’Albo”.
Per quanto attiene l’espressione “non svolgono mai attività imprenditoriale propria“, di cui alle Circolari sopra richiamate, occorre rilevare che si tratta di una formulazione che ha creato problemi interpretativi in quanto mai del tutto chiarita dal Comitato Nazionale dell’Albo: a tal proposito, si segnala che se la società consortile non svolge “proprie” attività (non ha mezzi, non ha personale e non opera in cantiere) è sufficiente l’iscrizione delle società che la compongono; qualora invece abbia intenzione di svolgerle essa dovrà iscriversi come società consortile e dovrà conseguentemente possedere i requisiti minimi in termini di personale, mezzi, ecc., che potrà soddisfare utilizzando quelli delle società iscritte. In tale ultima ipotesi potrebbero tuttavia sorgere difficoltà in considerazione del fatto che i mezzi devono essere “nella piena disponibilità” della Società consortile, che quindi non saranno più nella disponibilità delle società le quali, di conseguenza, perderanno i requisiti per essere iscritte all’Albo.

 

*Tratto da “La gestione dei rifiuti dalla A alla Z, III ed – 420 problemi, 420 soluzioni“, Stefano Maglia, 2015.

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