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RAEE: il Comitato di vigilanza e controllo avvia le attività di verifica

(di Paolo Pipere)

Categoria: Rifiuti

Centinaia di comunicazioni rivolte ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche rilevano il mancato rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 49/2014.
Ad anni di distanza dall’istituzione del Comitato di vigilanza e controllo sul sistema di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, organismo che recentemente ha acquisito la competenza anche in materia di gestione dei rifiuti costituiti da pile e accumulatori, è stata avviata una campagna di “avvisi bonari” diretti a tutte le imprese iscritte al Registro dei produttori che non hanno assolto gli obblighi previsti dalle norme di riferimento.
Pochi giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto di fissazione delle tariffe che i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche dovranno pagare per finanziare l’attività degli organismi di vigilanza e di indirizzo del sistema di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, oltre che per garantire l’attività di controllo svolta da ISPRA e dalla Guardia di Finanza, il Comitato di vigilanza ha per la prima volta  segnalato alle imprese tre diversi inadempimenti.
Comunicazione annuale
In molti casi la comunicazione riguarda la mancata effettuazione della comunicazione annuale relativa alle apparecchiature immesse sul mercato nazionale. Ogni anno, infatti, è necessario dettagliare il peso delle diverse tipologie di apparecchiature che, dopo il periodo d’uso, diventeranno rifiuti nel nostro Paese. La quantità dichiarata servirà a stabilire la quota di mercato di ogni produttore di apparecchiature elettriche ed elettroniche e, conseguentemente, la parte variabile del contributo che ogni anno l’impresa dovrà versare per coprire i costi connessi all’attività degli organi di controllo del sistema di raccolta differenziata e recupero dei RAEE. La quota fissa, invece, è stata recentemente determinata in 10 euro al’anno dal decreto ministeriale 17 giugno 2016. L’omissione della comunicazione annuale, che si realizza nell’ambito del portale del Registro dei produttori ma formalmente costituisce una sezione del Modello unico di Dichiarazione ambientale (MUD), comporta l’irrogazioni di sanzioni amministrative pecuniarie comprese tra 2.000 e 20.000 euro.
Sistemi individuali per le apparecchiature professionali
I produttori di AEE professionali che all’atto dell’iscrizione al Registro hanno dichiarato di adempiere gli obblighi di organizzazione e finanziamento della gestione dei RAEE tramite un sistema individuale avrebbero dovuto optare per un sistema collettivo oppure ottenere il riconoscimento ministeriale di tale sistema entro i primi di ottobre del 2014. Tutte le imprese che immettono sul mercato AEE professionali senza aver ottenuto tale riconoscimento o senza aver aderito a un sistema collettivo sono in una posizione irregolare e rischiano sanzioni amministrative pecuniarie comprese tra 30.000 e 100.000 euro.
Mancato trasferimento ad altro sistema collettivo
L’ultimo caso di violazione delle norme in materia di RAEE è relativo alle imprese che avevano aderito ad un sistema collettivo che in seguito ha cessato di operare e non hanno provveduto a sostituirlo. Anche in questo caso saranno applicabili le sanzioni in precedenza richiamate.
Gli altri obblighi
I “produttori” di AEE, quindi non solo i fabbricanti ma anche le imprese che commercializzano apparecchiature apponendovi il loro marchio o gli importatori anche da altri Paesi UE, sono però sottoposti a molti altri obblighi: dalla marcatura dei prodotti, non solo con il simbolo del cassonetto barrato, ai doveri di fornire determinate informazioni ai consumatori, agli utilizzatori professionali e ai gestori degli impianti di recupero dei RAEE.

Il 20 settembre a Milano si terrà il corso organizzato da Tuttoambiente  RAEE: novità e criticità operative. Gli obblighi dei produttori, dei distributori e dei servizi pubblici di raccolta, che permetterà di comprendere nel dettaglio il complesso insieme di obblighi che queste norme prevedono non solo per i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ma anche per le imprese che commercializzano questi prodotti e per i gestori del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani.

 

 

 

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