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TARI: le aree adibite a lavorazioni industriali e artigianali devono essere escluse

(di Massimo Medugno)

Categoria: Rifiuti

Importante pronuncia della Commissione tributaria regionale della Lombardia, sezione distaccata di Brescia che, con la sentenza n. 3872/67/2015, ha confermato che le aree adibite a lavorazioni industriali e artigianali devono essere escluse integralmente dall’assoggettamento alla TARI, poichè danno luogo alla produzione – in via continuativa e prevalente – di rifiuti speciali non assimilabili, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori.
La pronuncia conferma quanto già chiarito dal Dipartimento delle Finanze con la risoluzione  n. 2/DF del 9 dicembre 2014, secondo cui l’esenzione TARI spetta sull’intera superficie  in quanto la produzione di rifiuti speciali non assimilabili in tali aree e’ prevalente rispetto a quella di rifiuti urbani generati dalla presenza umana nello stesso luogo di lavorazione.
Pertanto, deve considerarsi illegittima la previsione di un regolamento comunale che limiti l’esenzione alle sole superfici occupate dai macchinari, impianti ed attrezzature (c.d. superficie ombra).
Mi piace concludere con Luigi Einaudi che, pur non avendo conosciuto la burocrazia dei nostri giorni, scriveva:
“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.”.
E aggiungeva:
“È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”

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