In data 24 dicembre 2019 sono state pubblicate sul sito di Servizio Nazionale per la Protezione dell’Ambiente le Linee guida sulla classificazione dei rifiuti

Il provvedimento composto da ben 244 pagine, oltre ad analizzare il quadro normativo di riferimento, individua un approccio metodologico per la classificazione dei rifiuti, comprensivo di schemi procedurali utili ai fini dell’attribuzione del codice e per la valutazione della pericolosità. Fornisce una versione commentata dell’elenco europeo dei rifiuti di cui alla decisione 2000/532/CE.

 

Un primo tentativo di armonizzazione in merito alla classificazione dei rifiuti è stato compiuto dalla Comunicazione della Commissione europea (documento C124/2018).

Quali, quindi, gli orientamenti prevalenti da consultare?

Anzitutto, occorre doverosamente premettere che entrambi gli atti citati non costituiscono una fonte normativa, nel senso che ad essi non è attribuito alcun valore cogente, avendo esclusivamente natura tecnica ed interpretativa.

Come esplicitato nello stesso testo della Delibera ISPRA, si ribadisce che l’obiettivo delle Linee guida è di “produrre una manualistica per migliorare l‘azione dei controlli attraverso interventi ispettivi sempre più qualificati, omogenei e integrati. In particolare, la realizzazione di manuali e linee guida è finalizzata ad assicurare l’armonizzazione, l’efficacia, l’efficienza e l’omogeneità dei sistemi di controllo e della loro gestione nel territorio nazionale […]”.

Pur riconoscendo l’influenza che le Linee guida produrranno verso gli operatori del settore ed in particolare verso le autorità di controllo, in presenza di evidenti difformità con il contenuto della Comunicazione della Commissione europea, vanno consultate in via prioritaria gli orientamenti di quest’ultima, coerentemente con il principio della supremazia del diritto comunitario sul nostro ordinamento, per cui le norme nazionali, compresi gli atti atipici di natura interpretativa, non potranno mai essere meno restrittive di quelle europee.

Ne consegue che le Linee guida ISPRA non possono prevedere orientamenti tecnici meno precauzionali rispetto a quelli contenuti nella Comunicazione della Commissione europea, sebbene quest’ultima contempli e tolleri interpretazioni diverse in ordine alla classificazione dei rifiuti.

La classificazione dei rifiuti, riportata nell’elenco commentato proposto dalla Commissione europea, oltre che più cautelativa di quella avanzata dalle Linee guida SNPA, è stata richiamata nella sentenza della Corte di giustizia europea del 28 marzo 2019, avente valore interpretativo assoluto prevalente su tutta la giurisprudenza e la normativa europea e nazionale.

Si approfondiranno le predette tematiche dal punto di vista normativo e si eseguirà una completa analisi operativa al Corso “Rifiuti: la corretta classificazione e attribuzione CER”, che si terrà il prossimo 17 marzo a Milano, con il Prof. Stefano Maglia e la Biol. Rosanna A. Laraia.


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