Il D.Lgs. 116/2020, lo scorso 26 settembre 2020, ha introdotto – tra l’altro – nuovi obblighi di etichettatura ambientale degli imballaggi.

In primo luogo, quello d’indicare, con un sistema di codici e abbreviazioni, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati. Questa disposizione è vigente, non prevede alcun regime transitorio, si applica a tutte le tipologie di imballaggi e la violazione della norma comporta una sanzione da 5.200 euro a 40.000 euro.

In secondo luogo, la recente norma impone un’etichettatura per rendere più semplice ai consumatori la corretta realizzazione della raccolta differenziata. L’obbligo di fornire le informazioni per la raccolta differenziata è stato, per il momento, rinviato al 2022 con il decreto-legge “milleproroghe” ma le difficoltà applicative sono molte perché mancano indicazioni ufficiali al riguardo.

La Direttiva 2019/904/UE sulla “riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente”, che dovrà essere recepita nei prossimi mesi, vieta l’immissione sul mercato di alcuni prodotti monouso in plastica e impone, per altri prodotti, specifici requisiti di marcatura.

L’ambito di applicazione della norma non è chiaro e le indicazioni interpretative fino ad oggi elaborate non sono sufficienti.

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