Secondo quanto rilevato nel Rapporto Ambiente – SNPA Edizione 2018nel 2017 la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a 29,6 milioni di tonnellate, con una riduzione dell’1,8% rispetto al 2016 (-534 mila tonnellate).

Facendo un passo indietro, si legge che tra il 2006 e il 2010 la produzione si è mantenuta costantemente al di sopra dei 32 milioni di tonnellate, attestandosi, dopo il calo del biennio 2011-2012 concomitante con la contrazione dei valori del prodotto interno lordo e dei consumi delle famiglie, su valori quasi sempre inferiori a 30 milioni di tonnellate. Precisamente, solo nel 2016 il quantitativo si è collocato al di sopra di tale soglia: il calo registrato nel 2017, infatti, è in controtendenza rispetto all’aumento riscontrato tra il 2015 e il 2016, dipendente anche dal cambiamento della metodologia di calcolo, che ha visto l’inclusione nella quota degli RU dei rifiuti inerti derivanti da piccoli interventi di manutenzione delle abitazioni.

rifiuti-novita-2018

A livello geografico, la riduzione risulta così distribuita: -2,2% nel Sud, -2% nel Centro e 1,4% nel Nord. La maggiore contrazione si osserva per l’Umbria (-4,2%), seguita da Molise (-3,1%), Basilicata (-2,8%) e Toscana (-2,7%). I maggiori valori di produzione pro capite si rilevano per l’Emilia- Romagna, comunque in calo rispetto al 2016, seguita dalla Toscana. Le regioni con un pro capite superiore a quello medio nazionale sono complessivamente 8: alle 2 citate si aggiungono Valle d’Aosta, Marche, Liguria, Umbria, Lazio e Trentino Alto Adige. Analogamente ai precedenti anni, i minori valori di produzione pro capite si registrano, nel 2017, per Basilicata, Molise e Calabria.

Da ultimo, va rilevato che il valore di produzione pro capite è calcolato in rapporto al numero degli abitanti residenti nel territorio di riferimento, e non tiene conto della cosiddetta popolazione fluttuante (legata, ad esempio, ai flussi turistici), che può invece incidere, anche in maniera sostanziale, sul dato di produzione assoluta dei rifiuti urbani e far lievitare il valore di produzione pro capite. Allo stesso modo, tale valore può essere influenzato dalla cosiddetta assimilazione che porta a computare, nell’ammontare complessivo dei rifiuti urbani annualmente prodotto, anche rifiuti derivanti da attività artigianali, commerciali e di servizio facenti parte del tessuto urbano.


Condividi: