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Smaltimento non autorizzato: quali indizi?

Categoria: Rifiuti
Autorità: Cass. Pen. Sez. III
Data: 24/01/2019
n. 3594

In tema di rifiuti, costituiscono elementi idonei a sostenere l'addebito di smaltimento di rifiuti senza autorizzazione nel terreno in sequestro, in relazione al reato di cui all’art. 256 del D.L.vo 152/2006, gli odori malsani, il colore del terreno e l'attività del proprietario del terreno (nella specie, autista spurgatore).


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Ritenuto in fatto e considerato in diritto

 

1. Il Tribunale di Foggia, con ordinanza del 08/05/2018, ha rigettato la richiesta di riesame avanzata da M.V.C. avverso l'ordinanza del G.i.p. dello stesso Tribunale di convalida di sequestro di terreno di sua proprietà in relazione al reato di cui all'art. 256, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006.
2.Ha proposto ricorso per cassazione M. lamentando, con un unico motivo, la violazione degli artt. 256, comma 1, del d. Igs. n. 152 del 2006, 125 comma 3, 321, 192, commi 1 e 2, cod. proc. pen..
Lamenta in particolare avere il Tribunale erroneamente ritenuto sussistente il fumus commissi delicti pur in mancanza di alcun elemento che possa ricondurre gli odori malsani, oggetto delle denunce attivate da privati lal terreno di M. e attesa la assenza di alcun significato da attribuire alla colorazione del terreno oggetto di sequestro. Sicché, il "possibile sversamento" di rifiuti non sarebbe altro che una mera intuizione investigativa.
L'assenza del fumus si rifletterebbe inoltre sulla qualificazione giuridica dei fatti atteso che l'evidente carenza probatoria relativa alla tipizzazione e qualificazione dei "presunti" rifiuti sversati non consentirebbe di potere dirimere la questione sottesa anche in termini di discrimine tra la corrispondente fattispecie penale e quella amministrativa.

 

3. Il ricorso è inammissibile.
Va rammentato che il ricorso per cassazione contro le ordinanze in materia di sequestro preventivo è consentito solo per violazione di legge, sicché le censure sollevate in punto di motivazione del provvedimento impugnato sono ammissibili solo allorquando la stessa sia del tutto assente o meramente apparente, perché sprovvista dei requisiti minimi per rendere comprensibile la vicenda contestata e l'"iter" logico seguito dal giudice (tra le tante, Sez. 6, n. 6589 del 10/01/2013, Gabriele, Rv. 254893).
Nella specie la motivazione resa dal del provvedimento in ordine agli elementi indicativi del fumus commissi delicti, unico profilo censurato in ricorso, è tutt'altro che apparente : il Tribunale ha dato conto della idoneità degli elementi rappresentati dal G.i.p., ovvero, segnatamente, gli odori malsani, il colore del terreno e l'attività dell'indagato di autista spurgatore della S.E.T. Servizi Ecologia e Trasporti, a sostenere l'addebito di smaltimento di rifiuti senza autorizzazione nel terreno in sequestro, senza che peraltro, attesa la fase del procedimento, possa pretendersi già sin d'ora, una esatta tipizzazione dei rifiuti stessi.
All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 2.000 in favore della cassa delle ammende.

[omissis]

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