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Formulario ed incompleta od omessa compilazione

Categoria: Rifiuti
Autorità: Cass. Civ. Ord. Sez. V
Data: 15/12/2020
n. 28569

L’omessa o incompleta compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti, per la parte relativa alla casella di competenza del destinatario, non dà luogo a responsabilità del produttore (ex art. 258 del Dlgs. 152/2006), salvo che quest’ultimo vi abbia specificatamente concorso.


Leggi la sentenza

Premesso che:

 

1. La Provincia di V., constatato che i formulari di centosessantanove trasporti di rifiuti speciali non pericolosi prodotti dalla spa I.C.V., con sede in provincia di P., mancavano dei dati obbligatori della casella 11, riservata al destinatario, emetteva a carico della suddetta spa e della relativa rappresentante legale A.B., ordinanza-ingiunzione per il pagamento della sanzione prevista per concorso con il destinatario -la società ARPAV, con sede in provincia di V.- e con il vettore, nell'illecito di cui all'art.52, comma 3, del d.lgs. 5 gennaio 1997, n.22;

 

2. L'impugnazione proposta avverso tale ordinanza-ingiunzione dalla B., in proprio e per la società, respinta dal Tribunale di V., veniva in parte accolta dalla Corte di Appello con la sentenza in epigrafe;

 

3. I giudici di secondo grado, ritenute infondate le tre eccezioni proposte dall'opponente, rispettivamente, ai sensi degli artt.52 e 55 d.lgs.22/97 e 17 1.689/1981 (per far valere l'incompetenza della provincia di V. quale ufficio accertatore laddove, a dire di essa opponente, competente sarebbe stata la provincia di P.), ai sensi dell'art.14 1.689/1981 (per lamentare che la violazione era stata illegittimamente contestata solo al termine dell'attività di accertamento svolta presso la sede della I.C.V. e non invece immediatamente come, a dire di essa opponente, avrebbe potuto e dovuto essere, vista l'inutilità dell'accertamento per un illecito risultante ictu oculi dall'esame dei formulari), ai sensi artt.15 e 52 d.lgs.22/1997 e 5 1.689/1981 (per contestare la sussistenza dei presupposti del concorso essendo, a suo dire, l'illecito riferibile in via esclusiva al destinatario dei rifiuti), ritenevano invece fondata l'eccezione secondo cui la violazione riscontrata aveva carattere solo formale talché doveva essere applicato non il comma 3 ma il comma 4 dell'art.52 del d.lgs.22/1997, con conseguente riduzione della sanzione da € 192.076 a € 1500,00;

 

4. Avverso la sentenza della Corte di Appello ricorrono, in via principale, la Città Metropolitana di V. (già Provincia di V.) e, in via incidentale, la B., in proprio e quale legale rappresentante della spa I.C.V.;

 

5. La Procura della Repubblica ha depositato requisitoria;

 

Considerato che:

 

1.Con il ricorso principale viene lamentata la falsa applicazione dell'art.52, comma 4, d.lgs. 22/1997 sotto due profili: la Corte di Appello -sostiene la Città Metropolitana- ha innanzi tutto errato nel ritenere che la totale omissione delle informazioni di cui alla casella 11 non desse luogo a violazione sostanziale sul motivo che i formulari descrivevano i rifiuti "in modo esauriente" con indicazione del produttore, del codice, dello stato, della quantità, della destinazione e contenevano i dati del vettore e del mezzo di trasporto e che "le omissioni non erano state tali da sottrarre i rifiuti ai controlli essendo il loro trasporto avvenuto alla luce del sole e senza che potesse ingenerarsi alcun pericolo per l'ambiente" ed ha inoltre errato laddove, nel rideterminare la sanzione in € 1500,00, è scesa al di sotto del limite minimo di legge, pari a €43.602,00 (€258,00 per 169 violazioni);

 

2. Con il ricorso incidentale viene lamentata la violazione degli artt.52 e 55 d.lgs.22/97 e 17 1.689/1981, dell'art.14 1.689/1981, degli artt.15 e 52 d.lgs.22/1997 e 51.689/1981, per avere la Corte di Appello respinto le eccezioni ricordate al punto 3 della superiore premessa;

 

3. Il ricorso incidentale pone questioni logicamente pregiudiziali rispetto a quelle sollevate con il ricorso principale. Tra dette questioni pregiudiziali, fondata e assorbente è la terza, relativa alta dedotta insussistenza dei presupposti del concorso nella consumazione dell'illecito di indicazione di dati incompleti nei centosessantanove formulari di cui trattasi, commesso dalla società ARPAV, destinataria dei rifiuti, omettendo di compilare la casella 11 dei formulari. La Corte di Appello ha avallato la contestazione effettuata dalla Provincia di V. affermando che la relativa sanzione "può essere comminata anche al produttore che, come nel caso, abbia conferito incarico al vettore in caso di trasporto con uso di formulario contenente dati incompleti". L'affermazione e la sottostante contestazione non hanno base. Ai sensi del d.lgs. 22/97 (c.d. decreto Ronchi) art.15 (Trasporto dei rifiuti), "1. Durante il trasporto i rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione dal quale devono risultare, in particolare, i seguenti dati: a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore; b) origine, tipologia e quantità del rifiuto; c) impianto di destinazione; d) data e percorso dell'istradamento; e) nome ed indirizzo del destinatario. 2. Il formulario di identificazione di cui al comma 1 deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal detentore dei rifiuti, e controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il detentore e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore il quale provvede a trasmetterne una al detentore. Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni... 5. Il modello uniforme di formulario di identificazione di cui al comma 1 è adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto". Il modello è stato adottato con decreto del ministero dell'ambiente n.145 del 1988 ed è riportato nell'allegato B dello stesso decreto. Il modello si articola in cinque sezioni contenenti 11 caselle. Le caselle da uno a dieci, che compongono le prime quattro sezioni, devono essere compilate dal produttore o detentore dei rifiuti e dal vettore e recano le indicazioni identificative del produttore o detentore dei rifiuti, i dati relativi ai rifiuti, le indicazioni concernenti il vettore, nonché (casella 10) il nome del conducente del mezzo di trasporto, i dati identificativi del mezzo, la data e l'ora di partenza. La casella 9 contiene la firma del produttore o del detentore e quella del vettore "per l'assunzione della responsabilità delle informazioni riportate nel formulario". La sezione quinta, con la casella 11, è riservata al destinatario ed è da lui sottoscritta. Il destinatario vi deve indicare se il carico di rifiuti é stato accettato o respinto e, nel primo caso, la quantità di rifiuti ricevuta, nonché la data e l'ora del ricevimento. L'art.52 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari), stabilisce che "Chiunque effettua il trasporto di rifiuti senza il prescritto formulario di cui all'articolo 15 ovvero indica nel formulano stesso dati incompleti o inesatti è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire tre milioni a lire diciotto milioni.... "(comma 3) e che "se le indicazioni di cui ai commi 2 e 3 sono formalmente incomplete o inesatte ma contengano tutti gli elementi indispensabili per ricostruire le informazioni dovute per legge si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire cinquecentomila a lire tremilioni ..." (comma 4). L'art.52 prevede dunque due ipotesi di illecito. La prima è quella di effettuazione di trasporto di rifiuti senza il prescritto formulario, la seconda è quella di indicazione nel formulario di dati incompleti o inesatti. L'affermazione, sopra riportata, della Corte di Appello pare riferita alla prima ipotesi che tuttavia Corte di Cassazione - copia non ufficiale non è quella a cui è riferita la contestazione effettuata dalla provincia di V. a carico della società I.C.V. Di certo l'affermazione non è (logicamente) riferibile alla seconda ipotesi e non vale a giustificarne l'avvenuta contestazione. L'incompletezza relativa alla casella 11 è imputabile al destinatario dei rifiuti -società ARPAV- posto che quella casella è espressamente riservata al destinatario e deve essere da lui compilata al termine del trasporto (il produttore dei rifiuti dovendo redigere le caselle da uno a dieci del formulario ed essendo responsabile, in prima persona, solo della completezza di queste caselle). L'art.5 della legge n.689/81, che contempla il concorso di persone, recepisce i principi fissati in materia dal codice penale e, in forza di esso, l'applicazione della sanzione si estende dall'autore dell'infrazione a coloro che abbiano comunque dato un contributo causale, pure se esclusivamente sul piano psichico, alla realizzazione della infrazione (Cass. n.13134 del 2015). Nel caso in esame, non essendo stato contestato dalla Provincia di V. alla società I.C.V. il concorso psichico nella condotta omissiva consumata dalla destinataria al momento della ricezione dei carichi (ed essendo non prospettabile, prima ancora che non contestato, il concorso materiale in un'omissione commessa dalla destinataria all'arrivo dei carichi, in luogo diverso -provincia di V.- ed in tempo successivo rispetto a quelli in cui ha operato la I.C.V. ossia in provincia di P., alla partenza dei carichi), l'applicazione degli artt. 15 e 52 d.lgs. 22/97 e 5 1.681/81 non è giustificata e si porrebbe altresì in contrasto con il principio per cui "in tema di illeciti amministrativi, posto che è configurabile un apporto esterno alla consumazione dell'illecito anche mediante azioni od omissioni, che, pur senza integrare la condotta tipica di esso, ne rendano possibile o ne agevolino la consumazione, la condotta omissiva può assumere rilevanza quale elemento concorrente nell'illecito altrui solo nel caso in cui si ponga in violazione di uno specifico obbligo di garanzia" (Cass, Sez. 2, n.28929 del 27/12/2011). Merita aggiungere che il caso di specie è tutt'altro rispetto a quelli in riferimento ai quali questa Corte è intervenuta in passato e che riguardavano incompletezze dei formulari "all'atto della partenza", come tali imputabili al produttore in quanto soggetto tenuto a redigere e sottoscrivere i documenti "a quell'atto" e quindi direttamente sanzionabile per dette incompletezze (Cass.n.20862 del 29/09/2009 e Cass. 34031 del 2019 del 19/12/2019, riferita all'art.193 d.lvo 152/06, sostanzialmente riproduttivo del decreto Ronchi, nella quali si afferma la pari e altrettanto diretta responsabilità del trasportatore, anch'egli obbligato a verificare i dati dei rifiuti in partenza e a redigere, proparte, il formulario; Cass. 34038 del 19/12/2019, secondo cui l'omessa indicazione, imputabile al produttore, del peso dei rifiuti poi verificato a destino, "con conseguente elusione del rigore formale della normativa, che ha la funzione di consentire un esatto controllo sulla natura e sulla quantità dei rifiuti trasportati, e cosi di garantire una completa tracciabilità di tale attività, non può intendersi supplita per relationem da/l'avvenuta accettazione per intero del carico da parte del destinatario", inidonea al fine di ritenere comunque ricostruibile l'informazione omessa). In conclusione va affermato il principio per cui l'omessa o incompleta compilazione dei formulari di accompagnamento di cui all'art.15 del d.lgs.22/97 -ed oggi all'analogo art.139 del d.lgs. 152/2006- e al d.m. 145/1998, per la parte relativa alla casella di competenza del destinatario, non dà luogo a responsabilità del produttore ai sensi dell'art.52 d.lgs. 22/97 -ed oggi dell'art.258 d.lgs. 152/2006- salva l'eventualità di suo specifico concorso;

 

4.Il terzo motivo di ricorso incidentale deve essere quindi accolto;

 

5. La sentenza impugnata deve essere cassata, restando assorbite tutte le restanti questioni (tanto quelle sollevate con il ricorso principale quanto le altre sollevate con il ricorso incidentale);

 

6. Non vi sono accertamenti in fatto da svolgere cosicché la causa va decisa nel merito con accoglimento dell'originaria opposizione proposta da A.B., in proprio e per la I.C.V.;

 

(Omissis..)

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