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Direttore Tecnico Impianti Rifiuti: attività, competenze, formazione

(di Francesco Marazzi)

Categoria: Direttore tecnico impianto rifiuti

Direttore Tecnico Impianti Rifiuti
 

Il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti è senza dubbio una delle figure professionali più interessanti nella cosiddetta “filiera green”, sia sotto il profilo dell’importanza della mansione sotto quello economico (sia nell’immediato che nel lungo periodo).
 

Questa professionalità nasce da un’esigenza forte, pratica e ben identificabile: gli incendi negli impianti di stoccaggio rifiuti.
 

Molti ricorderanno come pochissimi anni fa ci sia stata un’esplosione di casi di incendi dei siti di stoccaggio rifiuti in tutta Italia, da nord a sud. Questi fenomeni hanno scatenato tutta una serie di problematiche tanto ambientali quanto sociali, politiche, logistiche ed economiche.
 

Si è reso necessario strutturare provvedimenti per mettere un freno a una situazione ormai fuori controllo. È stata quindi normata l’introduzione di una figura specifica che da una parte si prendesse cura degli impianti prevenendo i rischi, e dall’altra fosse identificabile come responsabile in caso di incidenti: il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti.
 

Essendo una un ruolo obbligatorio negli impianti, la domanda è cresciuta a dismisura in pochissimo tempo e l’offerta non è nemmeno sufficiente a soddisfarla in toto.
 

Attenzione però che non ci si può improvvisare Direttore Tecnico Impianto Rifiuti. Le responsabilità delle mansioni sono importanti, approcciarsi con leggerezza a un ruolo del genere è un rischio enorme, tanto per il professionista quanto per l’ambiente.
 

Nei prossimi paragrafi approfondiremo tutti gli aspetti di questa figura, per permettere a chiunque di approcciarvisi senza rischi e con le spalle più che coperte.
 

Indice:
Capitolo 1: Chi è il Direttore tecnico impianti rifiuti?
Capitolo 2: Cosa fa il Direttore tecnico impianti rifiuti?
Capitolo 3: Quali competenze ha il Direttore tecnico impianto rifiuti?
Capitolo 4: Dove lavora il Direttore tecnico impianti rifiuti?
Capitolo 5: Quanto guadagna un Direttore tecnico impianti rifiuti?
Capitolo 6: Quali differenze con il Responsabile Tecnico gestione rifiuti?
Capitolo 7: Come si diventa Direttore tecnico impianto rifiuti?
Capitolo 8: Direttore tecnico impianti rifiuti: quali prospettive per il futuro?
 

Scuola di Perfezionamento per Direttore Tecnico Impianti Rifiuti
 
 

Chi è il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti?

 

Il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti (DT o DTIR) è una figura professionale normata dalla circolare ministeriale 1121 del 2019 (Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi). La stessa denominazione chiarisce l’ambito di impiego di questo professionista.
 

Un punto di fondamentale importanza che la circolare mette in evidenza è che il Direttore Tecnico Impianto Rifiuti deve essere “opportunamente formato”. La circolare non specifica nel dettaglio in che modo, non indica un iter ben delineato, ma è fondamentale che chiunque eserciti questa professione possa dimostrare di aver ricevuto una formazione adeguata.
 

Bisogna sempre tenere a mente che chiunque voglia approcciarsi a questa carriera non può quindi prescindere dal rivolgersi a enti certificati e dalla comprovata competenza per la propria formazione.
 
 

Cosa fa il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti?

 

Il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti dev’essere in grado di gestire correttamente un impianto di stoccaggio rifiuti, sia dal punto di vista della conoscenza delle normative vigenti, sia dal punto di vista della gestione quotidiana delle operazioni.
 

Garantire la sicurezza, gestire i flussi in ingresso e in uscita dall’impianto, monitorare le operazioni e, soprattutto, assumersi la responsabilità che tutto sia fatto a norma di legge.
 

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Quali competenze ha il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti?

 

Questa domanda è strettamente correlata alla precedente, in quanto le attività da svolgere sono lo specchio delle competenze necessarie.
 

Per fare un elenco delle più importanti, citiamo:

  • Competenze legali: deve conoscere la normativa vigente e il dettaglio dell’assunzione di responsabilità a cui il ruolo stesso obbliga di fronte alla legge;
  • Conoscenza delle tipologie di autorizzazione previste dal D.Lgs. n. 152/06;
  • Gestione delle modalità e delle procedure per il trasporto sicuro dei rifiuti;
  • Direzione e gestione tecnica di un impianto (competenze operative).

 

Per approfondire questi temi, rimandiamo all’articolo sulla disciplina operativa del Direttore Tecnico Impianti Rifiuti che fornisce il quadro completo e dettagliato dell’argomento.
 
 

Dove lavora il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti?

 

Come è facile intuire, il lavoro si svolge in via prevalente all’interno degli impianti. Essendo questa figura responsabile del rispetto delle condizioni dettate dalla circolare 1121 del 2019, la sua presenza è richiesta in loco nella grande maggioranza del tempo.
 

Come anticipato in apertura di questo approfondimento, l’istituzione di questa figura professionale nasce dalla necessità di garantire responsabilità e controllo più stretto degli impianti di stoccaggio rifiuti, al fine di limitare i fenomeni degli incendi dolosi, ma non solo. La ratio stessa del provvedimento vuole che il professionista debba lavorare nell’impianto.
 

Le mansioni e le competenze richieste sono quelle già elencate nei punti precedenti.
 
 

Quanto guadagna un Direttore Tecnico Impianti Rifiuti?

 

L’argomento del compenso è sempre uno dei più gettonati. Al contrario di altri ambiti, in cui ci sono tabelle retributive anche solo di massima, per il Direttore tecnico Impianti Rifiuti non c’è una regola definita.
 

Molte sono le variabili che impattano sul dato: la dimensione dell’impianto, la tipologia di rifiuti stoccati, l’esperienza e, fattore molto interessante in questo periodo storico, la sostanziale insufficienza di personale preparato a soddisfare la richiesta d’impiego delle aziende.
 

Quello che si può dire con certezza è che non c’è miglior momento di adesso per intraprendere una carriera in questo ambito. Un lavoro tra i più richiesti, in un settore che per lunghissimo tempo non conoscerà crisi e che ancora non conosce concorrenza.
 

Se la prospettiva ti interessa, vai al punto 7 per capire come poter diventare Direttore Tecnico Impianto Rifiuti.
 
 

Che differenze ci sono con il Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti?

 

Dal punto di vista pratico, le differenze principali tra il Direttore Tecnico e il Responsabile Tecnico (RTGR) sono da ricercare nel dettaglio delle normative che regolano i due ruoli.
 

Come spiega bene il Presidente Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali in un articolo dedicato alle differenze tra Direttore Tecnico e il Responsabile Tecnico, il Responsabile tecnico è un ruolo normato nel dettaglio sia nei compiti che nelle responsabilità. Per essere abilitati alla professione bisogna passare un esame iniziale (molto difficile senza la giusta preparazione a monte) e degli esami periodici (ogni 5 annni).
 

Il direttore Tecnico invece deve solo essere “opportunamente formato”, come recita la circolare che lo disciplina. Quindi è sufficiente poter dimostrare di aver ricevuto una formazione di alto livello per poter esercitare la professione.
 

Ricordiamo ancora una volta che il fatto che la circolare non sia chiara oltre ogni ragionevole dubbio sulla tipologia di iter formativo da percorrere non deve far pensare che sia un passaggio da prendere alla leggera. Abbiamo già detto che i rischi a livello di responsabilità e ambiente sono altissimi.
 

Se l’argomento ti interessa e vuoi vederci più chiaro, sulle pagine di TuttoAmbiente trovi un approfondimento dedicato alle differenze tra Direttore Tecnico Impianti Rifiuti e RTGR.
 

Formazione ambientale per aziende enti e professionisti
 
 

Come si diventa Direttore Tecnico Impianti Rifiuti?

 

Abbiamo parlato in diversi punti del concetto di “opportunamente formato”, ma che cosa significa nella pratica? Come fare a dimostrare di essere stati “opportunamente formati”? È importante capirlo perché è conditio sine qua non per poi proporsi nel mondo del lavoro.
 

In questo senso, è fondamentale sia rivolgersi a una realtà credibile, certificata e autorevole, sia il fatto che questa realtà fornisca dei percorsi formativi specifici per il Direttore Tecnico Impianti Rifiuti. Entrambe condizioni difficili da trovare.
 

Una delle realtà più prestigiose del mercato che risponde alla descrizione è TuttoAmbiente, che soddisfa entrambi i prerequisiti: è da anni leader certificato nella formazione delle professionalità della filiera green.
 

Il prof. Stefano Maglia, coordinatore scientifico delle attività didattiche, è uno tra i più autorevoli luminari in materia di diritto ambientale del nostro Paese e, per concludere, TuttoAmbiene ha tutti i percorsi formativi a tema ambientale di cui hai bisogno.
 

In relazione alle figure di cui abbiamo parlato nell’articolo, TuttoAmbiente offre due diverse soluzioni:
 

Il corso Direttore Tecnico Impianti Rifiuti, nato in seno alla nuovissima Scuola di Perfezionamento di TuttoAmbiente, è un corso unico in Italia. Fruibile anche a distanza, è composto da 32 ore concentrate in 4 giorni, durante le quali si apprendono le nozioni, i trucchi del mestiere, gli spazi normativi in cui potersi muovere, le best practice per la gestione dei rischi personali e d’impianto. Di incalcolabile valore educativo anche le esercitazioni pratiche, in cui si è seguiti passo-passo dai migliori insegnanti nell’applicazione di tutti i principi studiati, per mettersi alla prova con simulazioni i casi reali. Proprio queste esercitazioni sono uno dei più grandi punti di forza del corso, apprezzati in primis dagli iscritti.
 

La scuola online per Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, un importante tassello della FAD (Formazione A Distanza) di TuttoAmbiente, orientato all’acquisizione delle conoscenze necessarie al superamento del difficile esame da Responsabile Tecnico. Non solo preparazione teorica e pratica, dunque, ma anche una parte di lavoro focalizzato proprio sull’esame. Bisogna ricordare che il Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti è obbligato a superare un test iniziale e poi uno ogni 5 anni per esercitare la professione, sia come dipendente dell’azienda per cui già lavora che come libero professionista.
 

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Quali prospettive ha questa professione per il futuro?

 

Il discorso riguardo le prospettive future è forse l’aspetto più interessante a livello professionale per quel che concerne il Direttore Tecnico Impianti rifiuti.
 

Distribuiti su tutto il territorio nazionale (anche se con prevalenza nelle regioni del nord) ci sono migliaia di impianti di stoccaggio rifiuti che sono ormai legalmente obbligati ad avere un Direttore Tecnico Impianti Rifiuti, ma devono fronteggiare il dato di fatto che l’offerta non è sufficiente a rispondere alla domanda.
 

Se aggiungiamo il dato che il numero degli impianti sul territorio nazionale è in continua crescita, si capisce che stiamo parlando di un’opportunità destinata a durare nel tempo. Questo anche senza contare il trend generale del settore green/circular economy, che è in assoluto uno tra quelli che registra la crescita maggiore anno dopo anno e in cui la gestione dei rifiuti gioca un ruolo di primissimo piano.
 

Chi si occupa di gestione dei rifiuti, quindi, è e sarà sempre più vincente, tra gli indiscussi protagonisti tanto del mercato del lavoro presente quanto di quello futuro.
 
 
 

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