Il 12 marzo 2019 è stato approvato, con modificazioni, il disegno di legge Europea 2018 (C. 1432), contenente disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’UE. Di seguito si riporta il Comunicato Congiunto di Utilitalia, Fise Assombiente e Consorzio Italiano Compostatori (CIC) diffuso nella medesima data, nel quale sono ben evidenziate le perplessità sul tema dell’esclusione di sfalci e potature derivanti dalla manutenzione del verde urbano dalle norme che regolano la gestione dei rifiuti.

“12/03/2019 – Verde urbano, su sfalci e potature rischio di ulteriore procedura d’infrazione UE

Preoccupazione per ripercussioni del DDL all’esame della Camera che esclude questi rifiuti da una corretta gestione

Utilitalia, Fise Assombiente e Consorzio Italiano Compostatori (CIC) esprimono tutta la loro preoccupazione per le pesanti ripercussioni che il nostro Paese subirà se il testo del DDL recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018” verrà approvato senza modifiche.

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Il disegno di legge, all’esame della Camera dei Deputati questa settimana, conferma l’esclusione dal campo di applicazione della disciplina sui rifiuti degli “sfalci e potature” derivanti dalla manutenzione del verde urbano; in questo modo questo tipo di rifiuti rimane fuori da un’ottica di corretta gestione.

In origine l’articolo aveva la funzione di chiudere la procedura d’infrazione europea (EU PILOT 9180/17/ENV), aperta da Bruxelles proprio perché con la legge 154/2016 (“Collegato Agricolo”) l’Italia aveva escluso dalla disciplina sui rifiuti gli “sfalci e le potature” della manutenzione del verde urbano.

Tuttavia la normativa europea è chiara nel definire che i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi sono rifiuti organici, e che i rifiuti della manutenzione del verde pubblico (foglie, sfalci d’erba e potature di alberi) sono rifiuti urbani.

Per questa ragione, confermando ancora una volta, dopo due anni, questa esclusione, il nostro Parlamento costringerà l’Italia a subire una nuova, ulteriore procedura d’infrazione in materia di rifiuti. Cosa di cui proprio non si sentiva certo il bisogno”.


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